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Musica hi SAV. MERCADAINTE.

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IL REGGENTE

TRAGEDIA LIRICA IN TRE ATTI

MUSICA DI

SAVERIO MERCADANTE

DA RAPPRESENTARSI

la Primavera del 1851.

MILANO

COI TIPI DI FRANCESCO LUCCA.

// presente Libretto^ essendo di esclusiva pro- prietà dell'Editore signor FRANCESCO LUCCA, restano diffidati i signori Tipografi di astenersi dalla ristampa dello stesso senza averne otte- nuto la permissione dal sn citato Editore Pro- prietario.

II conte Murray, Reggente

di Scozia sig. Giacomo Galvani

II Duca Hamilton, suo

ministro sjg. Filippo Giannini

Amelia, sua Consorte s\g*LuigiaFinetti-Batocchi

Lord Hou e / primati sig. Cesare Vigano Kilkardy j del Regno sig Carlo Masera

Oscar, paggio del Regg. si^Rita Pozzi

Meg, Fattucchiera sig.a Orsola Mongè

Scoto, soldato sjg. tf. i\r

Un Servo di Hamilton sig. iV. N.

Dame, Cavalieri, Uffiziali, Paggi, Soldati 3 Marinari 3

Popolo, Maschere d' ogni genere, Streghe,

U avvenimento ha luogo in Iscozia nel 1570,

Poesia di Salvàdore Cammarano. Musica del Maestro Saverio Mercadaistf.

La Compagnia è formata dall'agente teatrale G. B. Bonola conduttore del suddetto spettacolo.

ATTO PRIMO

IL SORTILEGIO

SCEMA PRIMA .

Gran sala nel palagio del Reggente., con spaziosi veroni aperti in prospetto, dai quali scorgesi parte magnifica della città.

Air alzarsi della tenda odonsi bellici stromenti e fragorose voci di gioia che sempre più si avvicinano.

Coro n eli interno della scena*

Viva il Reggente invitto al paro, Al par temuto Duce o guerrieri

Quand' ei nel campo vibra l'acciaro Alla vittoria schiude il sentier !

SCENA II.

Lord Howe 9 Kilkardy 3 ed altri Cortigiani giun- gono a più riprese 3 guardano dai veroni * quindi si ag- gruppano , parlando sommessamente fra loro*

Tutti

Ascoltate : del vulgo plaudente

Fra gli evviva rimbomba il suo nome . . .

Nuovi lauri d' imporgli alle chiome

Ancor stanca la sorte non è! 5 ma trema , orgoglioso Reggente !

Dal trionfo al sepolcro t' appressi !

E gli allori ai funebri cipressi

Loco in breve daranno per te! {Essi vanno incontro al Reggente: il luogo si riempie di guardie j di ufficiali j di paggio ecc. )

SCEMA III.

Mi Reggente con seguito * e detti*

Regg. Io riedo, e non indegno

Dell' alto grado , ove m'alzò concorde

& ATTO

Voler de' pari. Oh ! colga. Dalla vittoria mia frutti di pace La travagliata Scozia ! (Rivederti , Amelia , rivederti alfìn m' è dato ! . . Indarno mJ opponevi Un severo divieto : io Y obliai . . . TJ amo ... t'amo ancor più., che non t'amai! Se tu V imponi i esanime

Giuro cadérti al piede,

Ma eh' io non t'ami , o barbara ,

Invao da te si chiede.

II so! tuo. cenno è questo

Cui d' obbedir m' è tolto . . .

Estinto ancor, sepolto,

Avvamperò per te I ) How.KiL.(Che fia? Turbato e mesto e Cortig. Pensa raccolto in sèf)

SCEMA IV.

Hamilton, e delti.

MMmmiii&n avanza, inchinando il Reggente $ egli

al primo vederlo fa un moto dr abbor rimento , ma correg- gendosi ad un tratto gli porge amichevolmente la destra*

Ham, Cinto di nuova gloria

Facesti a noi ritorno.

Ancor della vittoria

1/ inno risuona intorno ,

E mesto sei tu solo ?

Gioia per te non v'ha? Fida F arcano duolo

In sen dell' amistà. Regg. (Oh se costui potesse

Vedermi il cor svelato ! . . ) Ham Ebben ?

Regg. Le gravi e spesse

Cure #' infermo stato ; . .

PRIMO 7

Altro peiisier, che ascondere Deggio , . . Ham. ' Esso è noto a me!

Rfgg. Che parli ? . . (Ah! . . Ila possibile ? )

Noto ? . . Ham. Sì, Conte.

Rfgg. (Ahimè!) (Hamilton ed il /leggente si traggono ad un angolo della sala, ove parlano a voci basse: Howe , Kilkardy ed ì Cortigiani guar- dansi con sospetto.)

Ham. Fra quei che ti circondano S'ordisce iniqua trama:

I giorni tuoi minacciano.

II sangue tuo si brama... Ma veglia F amicizia,

Ma il ferro traditore Piantarsi nel mio core, Pria che nel tuo dovrà. Rfgg. Son io di vili e perfidi

Al congiurare avvezzo : Bassa , codarda insidia Non temo io, no, disprezzo ! (Tradir potrei si nobile. Si generoso core? No: del mio cieco amore Trionfi F amistà, ) ( In cor mi desta un palpito Quel favellar sommesso ! Potria del ver tralucere Qualche baleno ad esso ?.. Ardir . . . ciascun dissimuli . . Guardo non sfugga, o detto... Qual d'un estinto in petto In me Farcan starà.) *) [fra loro in fondo alla sala e con la massima circospezione.) Ham. Segnar ti piaccia intanto

Questi al ben del governo utili fogli.

(Porge molte carte al Reggente; egli ne osserva alcuna , indi vi appone la ma firma.)

Howe,

KlLKAR. C CORTIG.*)

ATTO

SCENA V.

Oscar, e detti.

Oscar Signor (inchinandosi.) Regg. Che vuoi?

Oscar Della notturna festa,

Che loco avrà domani,

ECCO gì* inviti. {Presentando un foglio; il Reggente..

senza prenderlo ^ vi getta un' occhiata.) Regg. Mascherata danza!

Affar d'alta importanza

Essa è per te, leggiadro paggio! Aspetta.

(Si occupa nuovamente delle carte di Hamilton.)

Che veggo mai ! D' esiglio

Colta una donna? Ham. ; grave periglio

È la presenza di costei : fingendo

Vaticinar le sorti,

Le mure sue di malviventi ha fatte Convegno reo.

Regg. S* appella ?

Ham. Meg. Oscar Che intendo!

1/ indovina?.. Ham. Io Y accuso.

Oscar Io la difendo.

Della notte i rai lucenti Note cifre son per essa ; A lei parla in chiari accenti L' uragano che s* appressa. La zitella sospirosa, La matrona desiosa, Gelosia provando atroce, Così dicon sottovoce: Andiamo , andiamo dalla Sibilla, Vede il futuro la sua pupilla! Non v'ha destino per essa incerto! É di concerto con Belzebù ! Coro Con Belzebù! (in tuono di paura derisoria.)

PRIMO 9 Oscar Con Belzebù!

Cono Demonio e femmina! che il ciel ne assista!

Lega più trista giammai non fu ! Oscar Arder fa , se alcun lo brama ;

potente, arcana lampa,

Che amor desta in chi non ama ,

Spegne amore in chi ne avvampa

Fidi amanti abbandonati ,

Vecchi sposi non curati,

Ove dubbio ancor vi resta

Della sorte a voi funesta, Andate , andate dalla Sibilla,

Vede ne' cori la sua pupilla !

Non V ha destino per essa incerto !

È di concerto con Belzebù! Cono Demonio e femmina ! che il ciel ne assista !

Lega più trista giammai non fu !

É di concerto con Belzebù! Oscar Con Belzebù ! con Belzebù ? Ham. Dubbio sei? Rigor ! (Al Reggente. )

Oscar Clemenza !

Ham. No... Oscar La grazia.

Ham. La sentenza.

Regg. Basta. Innanzi eh' io risolva ;

Che la danni o che Y assolva ,

Bramo addurmi fra le soglie

Di colei.

firn. Tu!... Che mai dici!...

Regg. Io. Ciascuno in finte spoglie

Mi secondi. How. (piano al congmr.) (Udiste, amici ?) Ham. E vuoi dunque? Regg. , del vero

Farmi io stesso indagator. Gli Altri Ah ! si vada . . . Oscar II tuo pensiero

Qui di tutti allegra il cor!

io ATTO

Tutti. Che ognun segua, che ognuno s'unisca All' insegna che spiega follìa . . . Un sol giorno del fasto non sia ! Solo un giorno si doni al piacer! Reóg. (Breve istante altra cura sopisca

! Dell' amor 3 del rimorso il poter!) Ham. |( Tradimento i suoi ferri brandisca...

] Io lo salvo, e d' un nume il poter!) Oscar t (No , la maga non fìa che bandisca,

j S' ei ne apprende l'immenso poter!)

Ki*W [(Un momento fortuna il tradisca, Cojsg Ì L'abbandoni dell'odio al poter!)

(Il /leggente si ritira seguito da Hamilton e da Oscar „, gli

altri escono da ojrposta via.)

SCENA VI.

L-abituro della maga: vedesi una caldaia sur un tripode; alcuni lizzi vi ardono air intorno; quindi l'ingresso ad un'altra stanza: dal- l'opposto lato un uscio segreto sull'alto di una piccola scaletta: nel tondo la porta ^ ed una finestra, a traverso della quale scorgesi il porto di Edimburgo.

3Meg presso la caldaia, intorno a cui le Streghe, Scolo e M*®poio al di della porta j quindi il Reggente.

Meo. Tre volte invoco te, scinta le chiome :

Oh Lucifero! oh Lucifero! oh Lucifero! Quest' opera senza nome Guarda con l'occhio ignifero. (Toglie da un armadio e getta nella caldaia le cose delle quali fa molto, )

Coro di Streghe

Aggiungo ali' erbe mistiche D? un aspide il velen spumoso e nero ;

É una piuma di nottola. Che svolazzava intorno al cimitero.

È questo il crin d' un giovane Che tradito moriva e disperato.

Sangue qui v' ha d' un pargolo Che da spietata man peria svenato.

PRIMO u

Per queste fiamme attinte al fuoco eterno., Liquor, ti addensa in glutinosa spuma, E per virtù d' averno Bolli , gorgoglia e fuma.

{Attinge con un vaso d'argilla una parte del liquido contenuto nella caldaia e se ne asperge ternani > e la fronte j le Streghe si dileguano: intanto il Reggente , in arnese da marinaio > si mesce al popolo. ) Scoto Inoltriam... ma queti, queti... Coro Si paventi d' irritarla.

Meg? Hai letto nei segreti Della sorte? Parla, parla. É compiuta la fattura ? Guiderdon recai per te. (Mostrando ciascuno W indovina la ventura ™a moneta .)

A me pria ... No, ame... No, a me . . . Meg Io parlo a voi ! Silenzio !

Ciascuno alla sua volta. Scoto Ed ora a me. (Aprendosi bruscamente il passaggio Regg. (Sollecito f™ la calca.)

Fili più di loro.) (Guardando nella folla e non gC0T0 ^QQifa riconoscendovi alcuno de' suol)

Soldato io SOll. (Il Reggente abbassa il cappuccio Meg Continua del suo vestito.)

Scoro Finor da' miei perigli

Non riportai che gloria,

E scarso pane ai figli.

Di%se più largo premio

Dal fato avrò giammai. Meo Ti nomi ? . . . Scoto Scoto.

Meg (Dopo aver esaminato la di lui mano. ) Allegrati ;

Oro, ed un grado avrai. Regg. (Il ver dicesti.) (Traendo di sacca un involto > e scrivendovi colla matita qualche parola.) Scoto Oh giubilo ! . . .

O sposa ! o figli miei ! . . . Meg Fu lieto il vaticinio ! ili Reggente pone di soppiatto rinvolto nella tasca di Scoto, quindi torna a fumar tranquillamente la sua pipa.)

itr ATTO Scoto Pagarlo io vo\ Coro Lo dei

Scoto ( tirando fuori V involto.)

Traveggo ! . . - AlV ufficiale ( leggendo)

Scoto 5 il Reggente. 1 vii) yiciini Ah!... (osservando lo scritto)

Gli Atri Che ! . . . (premendosi intorno a Scoto.)

Scoto {Aprendo V involto j guardando stupefatto le monete d'oro Oro!... No, donna eguale m esso aggruppate.) Non havvi ; o Meg , a te! Scoto Viva , viva V indovina , e Coro L' ispirata ineantatrice !

Quanto in cielo si destina Il suo labbro a noi predice ! L' arte sua potente , immensa . Il suo magico saper; La salute a noi dispensa La ricchezza 5 ed il piacer. Regg. Viva , viva , V indovina ?

L'ispirata ineantatrice! Quando in cielo si destina Il suo labbro a noi predice ! (Air eccesso è giunta in loro La sorpresa j ed il piacer l Ah ! nel mondo ? fu dell' oro Sempre magico il poter!) Meo Più potente in me s' affina La virtù divinatrice ; Quanto in cielo si destina Il mio labbro a voi predice. O monarca delF inferno Lodi , grazie al tuo poter. Tua mercè ] del fato io scerno Nel recondito pensier.

(E picchiato aW uscio j, in cima alla scaletta.) A queir oscuro varco

Alcun batte! (va ad aprire)

PRIMO i3 SCENA VII.

Un Seiwo di Amelia , e detti,

■Regg. ' ( D' Amelia

Un famigliar non è costui?...) Servo . La dama

Ch' io servo , attende ivi celata , e brama

Un colloquio segreto. Meg Questo vulgo indiscreto

In men che il dico, sgombrerà, (il servo esce.) Partite :

V udrò più tardi. Popolo Ma ....

Meg Lo voglio : uscite.

{Tulli ubbidiscono, tranne il Reggente, che si nasconde nella stanza presso il camino: Meg chiude la porta, e quindi va

incontro ad Amelia,)

SCENA Vili.

Amelia e detti,

Meg Inoltra... non temer. Fra queste soglie

A che vieni ? Amelia Se leggi entro il pensiero,

Dillo tu stessa. (Il Reggente ascolta in disparte.) Meg (Dopo averla attentamente studiata.)

Amor ti guida. Amelia È vero!

d* amor , d5 amore insano , Sposa iniqua, mi distruggo!... Superarlo io tento invano... Quei che m' arde invano io fuggo... Egli è sempre a me dappresso ! Qui nel cor lo porto impresso ! Foschi giorni traggo intanto Nel rimorso , nel dolor ! La mia vita è lungo pianto . . . Ed è colpa il pianto ancor ! Meg Risanar della tua piaga

Tu vorresti? Amelia E tu n* avrai

»4

Meg

Omelìa Meg

ReGG.

Meg

Amelia

Meg

Amelia

Meg

Amelia

ATTO

Guiderdon , potente maga , D' oro , e gemme qual vorrai .

A tai uopo un succo arcano Comporranno i miei portenti , Se recarmi di tua mano Colta un'erba non dissenti.

Parla : e qual ?

Cercar la dei, Fra il notturno orror profondo ; Ove giace il fral dei rei Che la scure ha tolti al mondo, (Gel ! )

Scolori ! . . .

{Amelia inorridisce ,)

Deh!..

Ama dunque, e parti Sarai paga

Vacilli!. Ah ! no .

{Armandosi di coraggio)

Come squilli Mezzanotte ! . . .

Intesi , . . andrò. Queir adorata immagine Strappar mi vo' dal core , Sopir la fiamma indomita Del mio funesto amore . . . Sin la memoria a spegnerne La tua potenza invoco. . . (con (sforzo doloroso.) (Estinto col mio foco Il viver mio sarà!) Regg. (In queir orrendo loco

Amor ti veglierà.) Meg Ardisci, e spento il fuoco

Dell' amor tuo sarà. {Amelia esce: Meg riapre

la porta in fondo.)

SCENA IX.

@>seap3 MMowe 9 Kiikardy, ed altri Cortigiani trave- stiti da gente del popolo e detti*

Howe Addio, figlia di Satana!

PRIMO il

Kil. Protetta Dell' inferno , buon !

Oscar (avvistosi del Reggente.) (Ne precedea! . . ) Howe (Osservando ali7 intorno.)

È questo il tempio dunque, ove i responsi

Scioglie la profetessa? Kil. È questo, e degno

Veramente di lei ! Cqrt. Su , su , ne svela

I nostri fati.

Mìa O voi , che d' arroganza

Cicchi, la mia possanza

Ad insultar traeste,

Chi sa! forse potreste

Covrirvi di pallor , quando al futuro

La densa nebbia toglierà V irrisa

Protetta dell' inferno ! Regg. La valorosa prova,

Anzi ogni altro mi giova

Tentar. (In tuono scherzevole^ e sporgendo la destra Parla, Sibilla. verso Meg.)

Meg (Osservadone ogni linea) E questa mano

Al brando avvezza. Oscar Non errò. (// Reggente gli acccn-

Regg. Prosegui, nadi tacere.)

Meg (Lasciando la mano del Reggente », con un sospiro) Basta ! Regg. Lo vo' . . . Ten prego. < Riprendendosi.

Gli Altri Ah! , favella.

Meg Ebben, fra poco tu morrai Regg. Sul campo

Meg Misero! i giorni tuoi,

Non la guerriera spada \

II pugnai troncherà dell' assassino ! Gli Altri (trane il reggente) Ah!

Regg. Dici il ver? (Ironico. Meg Tremate ?

(Notando lo scompiglio di Howe e Kilkardy ,

io ATTO Oscar Oh reo destino!..

Regg. Or qual fia che il nero eccesso Compier osi, ne predica

La tua scienza, {Howe^Kilkardy si guar-

dano V un V altro. Meg ( Con aceento grave e solenne.) Quell'istesSO , Cui primier la mano amica Porgerai !

Regg. Mentir facciamo

Vaticinio COSÌ rio.. (Presentando la mano or all'uno or all'altro: lutti si arretrano ricusando toccarla.)

SCENA X. Hamilton, e detti Regg. {Intanto che Hamilton richiude la j)orta) Giungi alfìn... T' innoltra: io bramo Che tu pur... {Correndo ad esso, e stringendogli

la mano , senza pensarvi.) Oscar No!., ferma... oh Dio!..

GliAltriEÌ !.. (con un movimento di sorpresi.)

Eam. Che avvenne?

Oscar Del suo fato

Sciolto il vel poc' anzi fu . . . Morir deve assassinato!.,. V assassin . . . Haml Chi fia?

Oscar Chi ? Tu !

{Hamilton raccapriccia: quindi si raccoglie cupamente

ne' suoi pensieri )

(Oh! qual vede... oh quale adombra Il pensier funesta scena ! Della morte il gel m' ingombra , Mi serpeggia in ogni vena ! Le parole chJ ella disse , Come spine in core ho fisse !... A caratteri di fiamma Io le miro innanzi a me!) Ham. Un periglio d'annunziarti

All'inferno il ciel costringe!

PRIMO 17 Forse già per trucidarti Una mano il ferro stringe... Forse a lei potere arcano Scovre il ferro, e non la mano ! Dirlo è forza ! al crudo avviso

10 tremai da capo a piè! Regg. E tu pur , tu pur paventi

La profetica sentenza? A5 suoi folli, 0 scaltri accenti Presterai tu pur credenza? Di che mai temer poss' io , Se tu vegli al fianco mio ? Son propizie le mie sorti,

11 destin m' arride in te! Meg Come orrendo, è certo il fato

Che il mio labbro a te favella, Nel volume sta segnato Ove mai non si cancella! Non pagarmi , ingrato , a prezzo Del tuo scherno, del tuo sprezzo! Sei tradito; il traditore Hai d' accanto ... e sol non è ! ( Volgendo un' occhiata minacciosa ai Cortigiani.) Howe Kil.( Quello sguardo indagatore e Cout. Tutto il sangue agghiaccia in me ! ) Oscar. ( Ahi ! qual pensier terribile ! . . E se vibrare in lui Solo, ed inerme , i perfidi Osan T acciaro, a cui Cercar soccorso ? . . )

( odonst frequenti colpi alla porta) Battono . . .

Foci di fuori' Facemmo a te ritorno...

Aprine, o Meg, ascoltane...

Poco riman del giorno . . .

Apri . . . apri . . . Ose. ( Facendosi alla finestra ) ( Oh quanto popolo ! . . )

Ei lo difenda. ) ( Corre alla porta e V opre )

Eni rate

ATTO PRIMO

SCENA XI

JRopoto, e detti.

Ose. ( Dopo aver gettato sul Reggente un mantello eh' avea ri- posto in un canto. )

Chi tempra della Scozia

Le sorti, qui mirate

Dinanzi a voi Regg. ( V improvvido ! )

Meg. Come ! . . Por. Il Reggente ! . .

Ham. Ah! SÌ! ( Con gioia ed

avendo compreso il disegno di Oscar. )

Alc. Sold. E desso !..

Por. A lui prostriamoci . . .

Regg. Sorgete...

Por. Oh fausto dì!..

Ose. ed! La nostra voce s' innalzi a Dio ,

Ham. Un voto esprima, un sol desio;

Ch' egli Io serbi al popol fido

Come di gloria , carco d' età ; E d' una gente . . . concorde il grido ,

Un eco in cielo ritroverà! Regg. M' intenerisce amor cotanto ! . .

M' astringe a spargere soave pianto !

Nel vostro affetto, in voi riposo:

De' prenci è scudo la fedeltà. No, T invocato Iddio pietoso,

Ai figli un padre non toglierà! Meg Invan, fanciullo, presumi, e tenti ( piano ad Ose. )

Svolgere il fato, cangiar gli eventi!

Del tuo signore il fine acerbo,

Ah! quante lagrime ti costerà! Coki. ( V astro fulgente di quel superbo

Brev5 ora, e poscia tramonterà!

( Il Reggente esce seguito dal popolo , che fra i trasporti della gioia manda air aria i berretta)

Fuse dell' Atto Primo

ATTO SECONDO

LA DAMA VELATA. SCENA PRIMA,

Sala nel Palagio di Hamilton. Nel fondo un verone da cui vederi il mare.

E V ora del tramonto.

Hamilton solo , seduto , assorto in silenzio. Poco ap- presso sorge inquieto è si passa una mano sulla fronte come se volesse respingere un pensiero che lo angustia.

E strugger non potrò 1' amaro dubbio

Che mi svegliò nel petto

D' una bugiarda incantatrice il detto ?

Tremo... e perchè? Se ii mio pensier rifugge

Sin dall' atroce vaticinio e s' io

Darei per esso invece il sangue mio.

( Fa per uscire e s' incontra con Amelia, )

SCENA II.

dimetta* e detto.

Amel. Sposo, perchè lungo da me t' aggiri

Turbato sì? che mai V affanna? Ham. Nulla. A^iel. Iman lo nieghi. Io il veggo , ascoso duolo

T' affligge... Parla. Ham. E dirtelo degg' io ?

Ciò che mi turba è un vaticinio folle

Che la maga proferse

Sovra i destini del Reggente. À3iel. ( Io tremo. )

E che disse colei ? Ha>i. Ch' ei di pugnale e per mia man cadria. àmel. Perla tua mano!.. Oh cielo l Ham. Ma che? tu pur paventi,

Pensar puoi tu che il mio più grande amico

Svenar potrei? - Non è per lui eh' io sono

Felice e grande? Non difese ei sempre

ao ATTO

L5 onor del nome mio? Amel. ( La morte ho in core ! )

Ham. Altra la man sarà che lo minaccia.

Ti lascio , o donna. Or più che mai degg' io Vegliar sui giorni suoi. Amel. ( con movimento involontario ) Si, vanne. Ham. Addio. ( esce )

Amel. (Dopo che V ha veduto allontanarsi)

Parti qual cruccio s' avea nel volto; Ch' ei letto avesse, ciò che sepolto, Senza speranze, nel cor mi sta! Perchè obbliarti non m5 è più dato ? Amarti e piangere sarà il mio fato? Chi dall' abisso mi salverà? O maga, è dunque sulla fossa, Dove infamate dormono Y ossa Che tu prometti sanarmi il cor? 1VT avrai, dovunque, per me ti celi, 1/ ombre e gli spirti non son crudeli Come i rimorsi dJ un empio amor. Una voce da lontano che fa trasalire Amelia: Mentre tu aneli il core Aver dai lacci sciolto Più T infelice amore Sento addoppiarsi in me: Estinto ancor sepolto Avvamperò per te! Amel. Aimè ! la voce sua . . . come lamento

D' un Angelo smarrito ... Ah quella forza Gran Dio mi serba che mancar mi sento! La Voce Come quest' onda freme V amor che mi guerra. Come quest' onda geme Dolce, inesausto in me Estinto ancor sotterra Avvamperò per te! Amel. Cessa nell' aure more

Questa voce fatai Ma vive in core.

SECONDO 21

SCEMA III.

Famigliari di Hamilton , e detta Coro Del palagio il tuo consorte

Visto fu varcar le porte,

Perchè mai la sua dimora

Abbandona in tard' ora ? Àmet.. Dir noi so . . . Coro Ma tu sei mesta

Non ti disser della festa

Che il Reggente preparò ? Amel. Una festa . . . Coro E i vezzi tuoi

La faran più cara a noi,

Se domani il dolce aspetto

Fia sereno, e la secreta

Cura cessi . . . Amel. Io vel prometto ( con mistero }

domani io sarò lieta

( Obbliato allor Y avrò ! ) Scendi., o notte, il corso affretta Sulla terra addormentata. Reca 1' ora desiata

Che la pace a me darà (si arresta titubante) Pur quest5 alma che t5 aspetta Combattuta è dal terrore; ( ripiglia con forza ) Scendi, o notte, il tuo squallore Più del sol m* allegrerà. Coro Volto in gioia il suo dolore Fra le danze splenderà.

SCENA IV.

Luogo selvaggio nei dintorni di Edimburgo : in fondo ad una vallea, formala da nude roecie, si vede il cimitero de' condannali air estremo supplizio; vi serpeggia poco lunge il fiume: il cielo è coperto di spesse nubi, che mosse dal vento or mostrano, ora ascondono la luna.

Da un sobborgo della Città suona mezzanotte

S9 avanci Amelia 9 quindi il Eleggente.

Amel. Giunsi... Qui tutto di spavento è pieno

ATTO Tutto ? , . financo il sordo Mutar dei passi miei? V orrendo è quello Asil di morte ... 0 Ciel, tu guida il mio

Piè vacillante... ( incaminandosi ) Ah L .

Regg. Non temer... Son io...

àmel. Chi veggio !..

Regg. L' uom ] che ad abborrir 1' aita

Dell' inferno chiedesti . . . Ed ei t' adora!. . àmel. Ah ! taci . . .

Taci. Son io la sposa D'un amico leal, che i giorni suoi Per te darebbe ! Regg. Ingrata donna!., e puoi

La tradita rammentarmi ? àmel Ah! lungi

Eri dal suol natio . . . Morendo il padre , Il padre a te nemico, M' ingiunse il fatai nodo ... e già la destra Su me, che udiva repugnante a lui, Stendea per maledirmi ! E vinta io fui. Regg. Obbedisti al genitore,

Ti fu lieve altrui donarti! Non fu lieve a questo core, O spietata, l? obbliarti! Del rimorso io sento il grido, Che m'appella amico infido! Ma chi spegne la mia fiamma? Più repressa , ahi , m' arde più ? àmel. (Ei non vegga il pianto mio,

Le mie smanie non intenda . . . Se invocar mi lice Iddio, Da me stessa ei mi difenda. Tutto, ah! tutto il primo ardore Si ridesta nel mio core!.. Io son donna! donna alfine l Può mancar la mia virtù ! ) Regg. E taci !

SECONDO *3 Amel. (Ah ... )

Regg. Quel silenzio

W è nuova al cor ferità ! . Amel. ' Addio! ( Non potendo più reggere )

Regg. No... ferma ... 0 toglimi , (Trattenendola)

Toglimi pria la vita . . . Amel, Uomo fatai ! Regg. Pronuncia

Un detto... e pago io sono...

E di me stesso immemore

Non curo il serto, e il trono. Amel. A che m' astringi , o barbaro ! Regg. Abbi di me pietà!

Amel. Si . . . tJ amo ancor . . . ( subito > Ma fuggimi . . .

Regg. Oh gioia . .

Amel. Udisti? Va...

IVT ami ! tu m' ami ! e dirmelo c nella più riva Dal labbro tuo Y lidia! estasi del piacere ) Regg. Felice io sono ! . . quest' anima

Quanto sofferse oblia! Rimorso, ed amicizia Più non intende il corei.. Tutto T inebria il giubilo ! . . Tutto il riempe amore!.. La tua parola, Amelia, Il ciel dischiuse a me! Amel. Quest* alma è troppo debole (agitatUmnaì In cosi rio cimento . . . Fuggi . . . Noi sai che perdere Mi puote un sol momento! Ah! d'un rimorso orribile Non far eh' io sparga il pianto! Lasciami, o crudo, gemere. Ma di dolor soltanto . . . Pura, innocente lasciami Spirar lontan da te. Non odi un calpestio? Regg. Precipitoso Alcun qui tragge! . .

24 ATTO

SCEMA V.

Hamilton , e detti.

Ham. (DalValto di una roccia) Amico ?

Regg. (riconoscendo la voce di Ham.) ( Oh DÌO ! . . )

Amfjl. ( Lo sposo ! . . )

( atterrita abbassando il velo ) Regg. ( Io tremo! . . ) ( incontrando Ham. )

Ham. É dunque vero;

Cieco d' amor, perigli

Giorni men tuoi che della patria! È desto

A par delP amistà, t odio! Regg. Che dici?

Ham. Da' tuoi feri nemici

Sei cinto!.. Chiuso nel mantello, ad essi

Un congiurato io parvi: Ahi sì^ lo vidi^

Alcun dicea, presso una donna in mezzo

A queste rupi. Si diviser quindi,

Per assalirti d' ognintorno! Amel. (Ah!) Ham. Pure

Uno scampo riman . . . Destro qual sei ,

A nuoto varca il fiume, e Y altra sponda

Salvo t' accolga. Regg. ( lo salvo!

Ed ella] . . No! . . (Amel. fa un gesto di preghiera.) Giammai ! )

Amel. ( Sotto voce al Reggente ma in tuono risoluto)

Fuggi o mi svelo! Regg. Ahi taci . . .

Amel. E mi vedrai,

Da colpi suoi trafitta,

Innanzi a te spirar!

Regg. ( Bivio tremendo! . . ) ( Egli

esita ancora: Amelia gli ripete con la mano l'ordine dipartire; dopo un istante j e come avendo presa una risoluzione esso volgcsi ad Hamilton. )

Se vuoi eh" io fugga, dJ Edimburgo, giura, Trarla fino alle mura,

SECONDO 25 Senza parlarle, senza Investigar chi sia! Per la tua vita Giuralo a me! Ham. Lo giuro

Per T amistà!

Regg. Dio ne soccorra ì (s'incammina verso il fiume,,

e sparisce fra le balze ) Ham. ( prendendo la destra d' Amelia, ed avviandosi.) Vieni. ...

Amel. ( Par che air avello mi conduca!.. Oh cielo. . )

( Scorgendo popolarsi le alture. )

Ham. Son dessi ! . .

Amel. (Orrido al cor mi piomba un gelo!)

SCENA VI.

Howe 9 KUkardy > Congiurati e detti.

Kil. Ivi fra T ombre , miralo. /

Howe Ornai suonata è Torà! j {piano fra cssi)

Maria Stuarda, e Scozia! (A questo grido % con- giurati scendono rapidamente ) Kil. Mora Y indegno ! . .

Howe Mora ! ( precipitandosi coi ferri

nudi sopra Ham. che ha tratto la spada come per difendersi) Amel. ( Tratta di senno per lo spavento si frappone tra gli

assalitori ed il marito. ) , Ah ! no!.. (Nel suo rapido movimento il velo si è rovesciato sulle di lei spalle: in quel punto stesso dileguasi la folta nube che ascondeva la luna , ed essa apparisce in tutto il suo splendore. ) Ham. Qual voce ! . .

Gli Altri Amelia ! . .

Ham. Tu!..

Coro 11 Duca!..' (Riconoscendo Hamilton )

Kil. Ed ei?..

Howe ( Guarà, all' intorno ) Fuggi !

Ham. Pur troppo! ( Mettendosi le mani fra i capelli) Kil. Howe ( Quali smanie ! . . )

Amel. ( La morte mi colpì ! . . ( tutti rimangono immo- bili. Qualche momento di silenzio ì Ham. ( Qual rifulse baleno tremendo ! . .

Qual pugnale mi scese nel cor ! . .

»6 ATTO SECONDO

Con la mia la sua vita difendo Ei mi toglie 1' onore... Y onor! Amel. (No, d'istanti si lunghi, crudi,

Non è morte supplizio maggior ! . . Dura terra perchè non ti schiudi, E m'involi a cotanto rossor?) Howe (Una guancia si è tinta di foco, (Guardando Kil. Coro ora Ham. ora Amelia )

Tinta un' altra è d' estremo pallor. Amistà nel suo petto loco Del tradito consorte al furor I ) Ham. É mesti er che al nuovo giorno

Io vi parli. Howe, Kil. Noi t' udremo

Ham. Piace a voi nel mio soggiorno Adunarvi ?

Kil., Howe, Coro ( Dopo essersi guardati a vicenda ) verremo.

Ham. La promessa io ben rammento ! {Andando ad Amelia )

ÀMEL. Deh ! ( Amelia fa qualche passo ma vacilla e s1 arresta )

Ham. Mi segui... Udisti:..

Amel. ( Ahimè ! . . )

Ham. Guai chi scorda un giuramento! Chi tradisce la sua fé! ( È in procinto di partire, ma volge un guardo ai Congiurati si lancia in mezzo ad essij e stringe con intenzione la mano or di questi or di quelli. )

JJ^, Lo sguardo d' ognuno in cor discende !

KjL.eCoRO E scorge l'insulto che impresso vi sta!

D' un sangue la brama qui tutti ne accende Quel sangue versato, fra poco sarà! Amel. (Del prode la vita difendi, Signore... Invoco per esso l'eterna pietà... La prece che intendi , è prece dJ un core Che gelido in breve la morte farà! (Ham. trascina seco Amel. I Congiurali si dileguano per altre

Fine dell' Atto Secondo

ATTO TERZO

IL BALLO IN MASCHERA SCENA PRIMA.

Sala ne! Palagio di Hamilton come air Atto II. Amelia svenuta sopra un sofà , quindi WM ami Itoti.

Amel. ( Riavendosi )

Respiro ancor?.. Dove son io?.. Le mura Domestiche . . . prigione

Or fatte a me! (Osservando le porle chiuse)

Lungh' ora ( Guard. alla finestra ) Del giorno Scorse!.. ( Odesi aprire ima porta. )

Oh Dio!. . Chi vien?. . ( entra Hamilton ) (La morte!)

Ham. (Richiude la porta, quindi ripone la spada sur un tavolino : A ragion di spavento Amelia trasalisce )

Ricolma sei... Amelia. Deh!

Ham. Giunse il tuo momento (Amelia

Sì, perversa... a' piedi miei! cade in ginocchio)

Nella polvere eh' io premo... (Amelia fa un

Me non già, pregar tu dei gesto di preghiera '

Ora il giudice supremo...

Io ferisco , non perdono. Amelia Calma .... ah! calma un cieco sdegno....

Qual tu pensi., rea non sono... Ham. [Più fremente ed afferandola per un braccio..

Giura adunque che Y indegno

Tu non ami. {Amelia è presa da un tremito in A Dio lo giura tutta la persona.)

Amelia (Ciel ...)

Hjlm. Non osi!

Amelia (Oh mio terrori)

Ham. Air inferno , moglie impura,

28 ATTO

Ti consacro ! ... {Prende la spada J la trae dalla vagina j e si avventa per ucciderla. ) Amelia Ah! ... (con grido acutissimo. )

W odi ancor... Pria che mi chiuda il gelido

Sonno di morte il ciglio,

Deh! riveder concedimi

L'ultima volta il figlio!

Lascia che al sangue mio

Dica reterno addio i...

Pensa che in breve il misero

Più madre non avrà!... Ham. (A quale orrendo strazio

È condannato un padre!...

Nega la man trafiggere...

La sciagurata è madre!

Arcano turbamento

Io provo al suo lamento/

Sugli occhi miei di lagrime

Ha steso un vel pietà!)

SCENA li.

Un Servo e detti.

Servo {Porgendo un foglio al Duca..)

Il Reggente. (Si ritira- Hamilton legge fremendo ) Amelia Qual m' investe

Nuovo palpito di morte!) Ham. Alle splendide sue feste

Ei t* invita. ( Con amaro sorriso. )

Amel. ( Cielo ! . . )

Ham. ( Dopo aver presa una terribile risoluzione ) A corte ?

O Duchessa, tu ne andrai. Amel, Io ! . . Che dici !.. Ah ! pensa. . . Ham. Il vo' !

Rivederlo tu potrai!

Ed io pur colà sarò ! ( Con ira repressa ). (erompo Trema, trema!.. In me lo sdegno

TERZO 29

Quasi adegua il rio trascorso!.. Va, per ora io ti consegno A te stessa, al tuo rimorso. Non t' uccido, ma ti serbo A supplizio ancor più acerbo; Ma gV istanti che vivrai Tante morti fian per te! àmel. Ah! crudele! intendo, intendo Ove accenna il tuo furore!., D' un sol guardo io veggo , io scendo Negli abissi del tuo core ! I destini aver nemici Colpa è dunque agi' infelici? Ah! pur troppo in questa terra, Più giustizia no, non V5 è ! ( al cenno di Ha- milton Amelia si ritira* egli la segue. )

SCENA III.

Stanza segreta 0 gabinetto d'armi in una torre del palazzo di Hamilton

Hamilton solo*

Muoia Su questa fronte Il disonor stampò!.. Muoia Qual vita A me stesso preparo ! . . Un' ombra insanguinata Turberà le mie notti!., ed omicida M* udrò chiamar da spaventose grida ! . . Inorridisco ! E non potrei ? . . Che Y aura Il detto non ascolti ! E non potrei A tutti ignoti, fra lontane balze, Le mie vendette abbandonando a Dio, Col figlio mio fuggir?.. ( s' arresta ad un tratto) Col figlio . . . mio ! . .

( 77 fremito convulso onde pronuncia queste parole , ed i suoi lineamenti sconvolti palesano quale orrido sospetto agita V ani- mo suo: egli si copre il volto con le mani tremanti* ed un sordo gemito fugge dal suo petto, )

3o ATTO

Nuova ferita, cruda, profonda

Un rio sospetto in sen m' apri ! . . Dell' atra notte che mi circonda

L'ultima stella impallidì! Ài neri eccessi d' ire tremende

Ah! non avea formato il cor! M' astringe al sangue, cradel mi rende

Un? empia donna, un traditori

SCENA IV.

Mi®we y KUkardy, Congiurati e detto.

Howe Eccone, fidi al tuo convegno:

Un' alma in tutti si mostrerà. KiL. Qui nel segreto, il nostro sdegno Coro. Voci di morte favellerà. Ham. Ardire! amici, ardire!

Ed il sol che tramonta

Doman per lui non sorgerà. Gli altri Ti spiega.

Ham. M' udite. Al primo albor fui nel suo tetto,

E 1' ire mie nel petto

Cosi celai, che in securtà lo stolto

Appien si crede: alla notturna festa

Egli sarà, di larve

Chiusi la fronte, ivi si tragga, ed ivi, Tra il tumulto de' balli Scenda il gran colpo.

Gli Altri Ah si !...

Ham. La man qual fia

Che brandisca il pugnai l Home , Kil. La mia.

Coro La mia.

Ham. La contesa previdi. Howe Ebben?... Ham. La sorte

TERZO 3i

Scelga: imiti ciascun l'esempio mio. {egli scrive

il suo nome e getta la scheda che lo contiene entro V Ur- na: tutti lo imitano. Ad un cenno [di Hamilton^ Kii- kardy aaita Vurna ed Howe vi estrae una scheda ) Howe ( legge. ) Hamilton. Ham. Che! ... Fia ver ?

Gli Altri T elesse Iddio.

Hànt. {Subito con tutta la forza d'impetuoso furore) Già scaglio il ferro vindice In sen di quel perverso ... Lo veggio nella polvere Tutto di sangue asperso... Ecco già spira l'anima

Infida ? maledetta ... (Ebbro di gioia feroce)

Piacer della vendetta Io già ti sento in me! È giunta, è giunta, o perfido ,

U ora fatai per te. (partono tutti con Hamilton.)

SCEMA V.

Una sala degli appartamenti destinati alla festa, che si nel pala- gio del Reggente: in fondo ampie scale che mettono alle gallerie superiori, ove sono le orchestre. Da per tutto rifulgono vaghi, innumeri doppieri.

Dame e Cavalieri s altri mascherati altri in ricco abbi- gliamento da corte quindi una perdona foggiata da Ne- gromante j da ultimo una Signora in dominò bianco.

Coro Apra il varco all'esultanza Ogni labbro ed ogni cor. Neil' ebbrezza della danza

Fugge il tempo, e ride amor! Negromante {Con tuono enfatico)

Piazza, o maschere, al veggente,

Che del fato il vel squarciò; Che ne' cori della gente A sua voglia legger può.

(Tutti pieni di curiosità j si fanno a lui d'intorno) Mascherina, qui d'amore (Ad una Signora Ti condusse il pizzicore; maschera(a)

32 ATTO

Alto grado tu chiedesti, (ad un cortigiano)

Vana speme t'alimenta Tu venti anni aver protesti ?

( ad una donna senza maschera)

Indovino che n' hai trenta In tua moglie appien tu fidi? (ad un Cavaliere)

Uom più credulo non vidi ! La tua bella, o amante annoso,

L'oro tuo sol pregia in te

{ad una donna che sembra preoccupata)

Non è vero che il tuo sposo Ama un' altra : ei n' ama tre... Le Dame Oh! l'ardito!... Gayal. L' insolente !...

Tutti Qual può mai cotanto osar?... (Osservandolo

attentamente)

Alcuno Fosse il paggio del Reggente ? (li Negromante

cerca fuggire)

Tutti Ferma !... ferma L. È Oscar, è Oscar!...

{Lo accerchiano egli tolgono la maschera. Oscar è pieno di confusione e dispetto. Imitando il tuono enfatico di

Oscar:)

Piazza, o maschere, al veggente,

Che del fato il vel squarciò; Che ne' cori della gente,

A sua voglia legger può!

(Tirandolo or da un lato or dall'altro si beffano di lui

e gli ridono sul viso.) Oscar L' arti mie qui son derise! ... Il dispetto m'avvampò!... Ma celato in altre guise, Vendicarmi appien saprò!) {Una Signora in dominò bianco traversa la sala come in . cerca d'alcuno, ed avvistasi di Oscar ^ frettolosamente vol- gcsi ad esso traendolo in disparte 3 e togliendosi un mo- mento la maschera)

Oscar Duchessa!... (Tutto in dialogo piano fra

essi e rapidamente) Amelia Quai sembianze, dimmi,

Il tuo signor vestì ? {un molo negativo di Oscar) Tronca gì' indugi...

TERZO 33

Una grazia m' è d' uopo

Sollecitar. Oscar Ma segretezza!...

Amelia Parla... Oscar S'avvolge in nero dominò, cui cinge

Azzurra fascia, d' oro

Trapunta.

Amelia (In sua difesa, o Ciel, t'imploro) {parte frettolosa) Coro Apra il varco all'esultanza Ogni labbro ed ogni cor. Nell'ebbrezza della danza

Fugge il tempo, e ride amor!

(Tutti ascendono alle gallerie.)

SCENA VI.

Un uomo coperto di nero dominò, con fascia azzurra * e trapuntata d'oro , si avanza lentamente; siede quin- di immerso in cupi pensieri, e si toglie la maschera: e il Eleggente.

Qui tutto è gioia!... un cor soltanto... il mio E come tomba, ove il sorriso more D'ogni letizia! - I dritti suoi riprenda L' amistà che oltraggiai... Ambasciator n'andrai, 0 Duca, sul Tamigi, Ella ti seguirà... DebiI mio core Indarno gemi: lo comanda onore! È forza, è forza estinguere

La fiamma rea, funesta ...

L' ultima volta è questa ,

Donna, ch'io penso a te! Copra il passato agli uomini

Eterno vel d'oblìo...

Spento per te son io!

Tu spenta sei per me!

{Riponendosi la maschera in atto di allontanarsi )

34

ATTO

SCEMA VII.

Amelia in dominò bianco , come prima e detto j

Amelia desso)... Conte...

Regg. (Riconoscendone la voce) Amelia...

{Si toglie la maschera Sommessamente ma nella più viva agitazione) T'arrendi al mio consiglio... Da queste sale involati... Qui cinto di periglio Sei/... Che paventi?

Ah! credimi... Non m' è, non m' è concesso Oltre svelarti!

Calmati . . . W ascolta \ o donna... Io stesso Da te pensai dividermi... Fia ver ! . .

( porgendole un foglio)

Col tuo consorte Del giorno al primo sorgere D5 Elisabetta in corte Vanne ... e ti scorda un misero Che nel dolor morrà! 0 ciel, costanza ispirami... Di lui P di me pietà ! . .

Amelia

Regg. Amelia

Regg.

Amel. Regg.

Amelia

SCEMA ULTIMA

/ suddetti, Hamilton, MMowe , Miilkardy 9 Congiu- rati j tutti in dominò nere, con nastro bianco sul de- stro braccio, quindi Oscar y Dame, e Cavalieri*

Ham. (Eccoli entrambi...) ( Rimanendo in fondo alla scena j fra l congiurati che guardano cautamente alV intorno ) Regg. ( ad Amelia che volge un' occhiata allo scritto )

TERZO 35 E r ultimo ( in alto d' allontanarsi ) Pegno d' amor funesto ! HlM. (avanzandosi gettando la maschera: i Congiurati lo seguono.) Dell' ira mia terribile Pegno più eerto è questo

( immerge un pugnale nel petto del Reggente) Regg. Ah !

Amelia Dio !

Regg. Soccorso !

Amelia Barbari !

Co:ng. Si fugga ... ( volendo condurre Ham. altrove^)

Ham. No.

Oscar Coro {didentro) Quai grida? (i Gong, si disperdono) Oh vista!

Regg. Deh/... sorreggimi... ( ad Ose. accorso

prima d'ogni altro - Ham. è rimasto immobile ed inorridito) Io muojo... Alcuni Cav. V omicida

Ov' è?

Disparve.

Oscar. Coro Ah/ nomalo.

Ham. (scuotendosi) Io lo dirò...

Regg. Non voglio ( Ham. vorrebbe svelarsi )

Amelia {Piano ad Ham.) Sposo!

Regg. T' acqueta... acquietati...

Ah/ se leggea quel foglio; Ei non avrebbe il perfido Colpo vibrato/ Ham. ( prende il foglio caduto di mano ad Amelia e lo legge )

( Oh ciel / ) Regg. A me t5 accosta., porgimi

La destra... Qid Ham. che gli si avvicina fuori di se) Amelia ( Ho in core un gel )

Regg. Quando V uom tu rivedrai ,

Che mi trasse... in braccio... a morte... Digli tu... che la consorte Non ò rea... non infedel...

36 ATTO TERZO

Io lo giuro... e parla Iddio Nelle voci... del morente... Ella è pura... ed innocente Come... un angelo... del dei!.. Ham. ( Oh rimorso!.. ) Amelia, Oscar (Oh fatto rio / )

Coro. Ahi qual notte/.. Ahi quale orror/ Rfgg. Io vi lascio eterno... addio...

E... perdono... all' uccisor...

( egli spira ^ tutti alzano un grido doloroso- )

FINE

ELENCO

DEI LIBRETTI D'OPERE TEATRALI

DI PROPRIETÀ* DELL'EDITORE

FRANCESCO LUCCA

Àdelia.

L' Arrivo del signor zio. Attila.

II Borgomastro di Schiedam.

La Cantante.

Il Corsaro.

Caterina Howard.

Cellini a Parigi.

Clarice Visconti.

Cristoforo Colombo.

Il Deserto. Ode Sinfonia.

Don Pelagio.

Dott. Bobolo, ossia la Fiera. Elvina.

Ester d'Engaddi.

I Falsi Monetari. La Favorita.

La Figlia del Reggimento.

II Giudizio Universale. Ora- torio.

Griselda. Lazzarello.

Leonora.

Luisella, o la Cantatrice del

Molo di Napoli. I Martiri.

I Masnadieri

Maria, Regina d'Inghilterra. Medea. Margherita. Mignoné Fan-fan. Non tutti i Pazzi sono all'O- spedale. L' Osteria d'Àndujar. Paolo e Virginia. La Prova d'un Opera Seria.

II Reggente.

Il Ritorno di Columella.

Ser Gregorio.

Il Templario.

L' Uomo del mistero.

La Villana Contessa.

Virginia.

La Vivandiera per amore.